Comune di Blenio
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Campo Blenio

GEOGRAFIA

Oltrepassata la galleria della Töira, si giunge al villaggio di Campo Blenio a 1200 m di altezza, situato all’inizio della Valle di Campo, tra l’Alpe Bovarina e il lago Retico. La regione, collegata da una rete di sentieri, è meta gradita per le escursioni. Prima del 1890 Campo Blenio e Ghirone si raggiungevano percorrendo la mulattiera del Sosto, e in seguito -fino alla costruzione della galleria- la nuova strada carrozzabile della Töira.
L’origine del nome deriva da “Campus” e indicava l’accampamento dei romani durante i loro passaggi sul Passo della Greina, che conduce ai Grigioni. Ne testimoniano le rovine di un’antica torre situata a Castellaccio. Per il resto, il paese era abitato solo d’estate, da dove il nome Alpe di Carneiro.
Nei giorni 24 e 25 settembre del 1927, il Ri D’Orsaria, proveniente dal lago Retico e dalla Val d Campo, si riversò sul villaggio: l’alluvione distrusse una parte del paese, tra cui l’Oratorio, l’impianto idroelettrico, la segheria, due case e parte del cimitero, ma non produsse vittime.

ALTRE CARATTERISTICHE SOCIO-CULTURALI

La chiesetta all’inizio del paese, è la casa parrocchiale dei Santi Mauri e Agata, la più antica della Valle di Blenio, presente già nel 1225 e ricostruita a fine XVI secolo. Il torrente del lago Retico la separa dal resto del villaggio e contiene dipinti di fine Cinquecento.

SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA: ACCENNI DEL PASSATO E DEL PRESENTE

L’agricoltura e l’allevamento di bestiame è ciò che contraddistinguono da sempre l’economia di Campo Blenio. L’inaugurazione della galleria della Töira del 1958 portò alla fine dell’isolazione di Campo e permise al villaggio di intraprendere uno sviluppo economico interessante; questo sviluppo continua tutt’oggi e fa presupporre che Campo Blenio riesca in modo definitivo e duraturo ad emergere come località accogliente sia per i residenti che per i turisti, distinguendosi per la sua peculiarità di stazione sciistica. L’interessante abbinamento tra settore primario e turistico (sia invernale che estivo), già partire dagli anni ’60, ha infatti contrastato il rischio di spopolamento evitando di scendere sotto le 80-90 unità, senza contare le numerose residenze secondarie e il campeggio. Non pochi abbinano infatti la professione di agricoltore di montagna e di allevatore di bestiame a quella legata alla stazione di sci (come addetti agli impianti o maestri di sci), come lo testimoniano le aziende private presenti nella regione.Non vanno scordate inoltre le due case per la gioventù, in particolare la Casa Greina, che dispone di molti posti letto, di una sala multiuso e del rifugio della Protezione Civile.

Nell’ottica di una collaborazione con le città e tra le regioni, la vendita della Casa Greina alla Città di Lugano è un ottimo esempio d’apertura e lungimiranza. Grazie ai buoni rapporti instauratosi con Lugano è stato possibile ottimizzare le possibilità di svago, contribuendo in tal modo a mantenere attive le strutture e i posti di lavoro.Nella regione del Soprasosto è infatti situata una stazione sciistica da oramai più di 40 anni. Risale al 1964 infatti la costituzione della Società Cooperativa Impianti turistici Campo Blenio-Ghirone, anno in cui è stato inaugurato il primo sci-lift. Nei primi anni erano presenti tre sci lift a Campo Blenio-Ghirone che con gli anni sono poi stati sostituiti, dapprima nel 1986 il piccolo sci lift con un impianto gemello a piattello, inseguito nel 1988 il grande sci lift prolungato nel 1991. Nel 1996 si realizza anche l’impianto d’innevamento programmato. La stazione invernale è ritenuta d’importanza fondamentale per lo sviluppo socio-economico della regione, la quale ha permesso di costituire un fondo straordinario per progetti che hanno come scopo di portare sviluppo dentro e fuori il Comune.

Recentemente, si è svolto il risanamento-riposizionamento della stazione sciistica, pianificato sulle quattro stagioni, in maniera tale da aumentarne l’attrattività e la qualità, realizzare una migliore offerta turistica e, di riflesso, incrementare l’indotto dell’economia locale mantenendo la specificità della stazione, valorizzandone la peculiarità di stazione a misura di famiglia.

Fonti

  • Luca Solari. 
Blenio: una valle a confronto. Ed. Salvioni, Bellinzona 1998

 

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